
Il Museo di Palazzo Poggi di Bologna dedica una mostra a Utagawa Kuniyoshi, uno dei principali protagonisti dell’arte giapponese dell’Ottocento. L’esposizione, intitolata “Utagawa Kuniyoshi (1798-1861). Fantasia, eroismo e ironia”, ha preso il via il 24 ottobre 2026 nella Sala di Arte Orientale dell’Università di Bologna e proseguirà fino al 20 giugno 2027. Il percorso comprende oltre sessanta opere tra stampe xilografiche e disegni, presentate attraverso due allestimenti successivi.
La mostra Utagawa Kuniyoshi Bologna permette di approfondire un linguaggio artistico capace di combinare racconti popolari, episodi storici, creature soprannaturali e rappresentazioni della vita quotidiana. Guerrieri leggendari, fantasmi, attori del teatro kabuki e animali dalle caratteristiche umane appartengono a un repertorio che contribuì alla popolarità dell’artista nel Giappone del periodo Edo.
L’iniziativa è promossa dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna e valorizza opere appartenenti alle collezioni del Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, concesse in comodato d’uso all’Ateneo.
Oltre sessanta opere suddivise in due allestimenti
La scelta di organizzare l’esposizione in due momenti distinti consente di presentare una selezione più ampia della produzione di Kuniyoshi, attraverso la sostituzione delle opere durante il periodo di apertura. Il primo allestimento è previsto dal 24 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, mentre il secondo sarà visitabile dal 24 febbraio al 20 giugno 2027.
Secondo il programma delle visite guidate pubblicato dal Sistema Museale di Ateneo, la prima parte comprende 27 stampe xilografiche e sette disegni, accompagnati da oggetti della tradizione artistica giapponese, tra cui vasi in bronzo e porcellana e manufatti in legno laccato.
La presenza di questi oggetti permette di collocare le opere grafiche in un contesto culturale più ampio. Le stampe giapponesi dell’Ottocento erano infatti legate a un sistema di produzione e consumo nel quale convivevano arti decorative, teatro, letteratura e intrattenimento popolare.
La mostra Utagawa Kuniyoshi Bologna documenta diversi aspetti dell’attività dell’artista: dalle composizioni dedicate agli eroi ai soggetti fantastici, dai ritratti femminili alle caricature, fino alle immagini di lottatori di sumo e personaggi teatrali. La documentazione ufficiale descrive queste categorie, senza fornire un elenco completo dei titoli delle singole opere esposte.
L’ukiyo-e e la diffusione delle stampe nel Giappone del periodo Edo
Kuniyoshi appartiene alla tradizione dell’ukiyo-e, espressione generalmente tradotta come “immagini del mondo fluttuante”. Questo linguaggio artistico si sviluppò durante il periodo Edo, tra il XVII e il XIX secolo, trovando nelle stampe xilografiche uno dei suoi principali strumenti di diffusione.
Le immagini raccontavano gli interessi e le abitudini del pubblico urbano: attori celebri, cortigiane, paesaggi, episodi letterari e imprese militari. La xilografia consentiva di realizzare più esemplari della stessa composizione, favorendo una circolazione delle immagini differente rispetto a quella dei dipinti destinati a singoli committenti.
La realizzazione di una stampa policroma richiedeva un lavoro collettivo. L’artista elaborava il disegno, l’incisore trasferiva le linee sulle matrici di legno e lo stampatore applicava i colori sulla carta, utilizzando blocchi differenti per ottenere le varie tonalità. L’editore coordinava e finanziava la produzione, occupandosi della commercializzazione.
Kuniyoshi raggiunse risultati particolarmente riconoscibili grazie alla complessità delle composizioni, all’energia dei movimenti e alla capacità di organizzare scene affollate senza perdere la leggibilità dei protagonisti.
Allievo di Utagawa Toyokuni, sviluppò uno stile personale che gli consentì di distinguersi tra i grandi autori della fase finale del periodo Edo. Il British Museum lo colloca, insieme a Utagawa Kunisada e Utagawa Hiroshige, tra i principali interpreti dell’ukiyo-e dell’epoca.
Guerrieri ed eroi: le storie militari trasformate in immagini
Una parte significativa della notorietà di Kuniyoshi deriva dalle rappresentazioni dei guerrieri. Le sue stampe trasformavano personaggi storici e protagonisti della letteratura in eroi riconoscibili attraverso armature, armi, gesti spettacolari e situazioni di combattimento.
Tra le opere più importanti della sua carriera compare la serie dedicata ai 108 eroi del Suikoden, ispirata al romanzo cinese conosciuto come I briganti o Sul bordo dell’acqua. Pubblicata a partire dagli anni Venti dell’Ottocento, contribuì ad affermare la reputazione dell’artista attraverso combattenti caratterizzati da pose dinamiche, espressioni intense e, in diversi casi, elaborati tatuaggi.
La produzione dedicata ai guerrieri attingeva anche alla tradizione narrativa giapponese, compresi i racconti delle lotte tra i clan Taira e Minamoto. Kuniyoshi utilizzava queste vicende come materiale per costruire immagini spettacolari, spesso concentrando in una sola composizione i momenti più drammatici del racconto.
Le sue scene non devono essere interpretate come ricostruzioni documentarie degli avvenimenti militari. L’artista lavorava su episodi già trasformati dalla letteratura e dalla tradizione teatrale, accentuandone gli aspetti eroici e soprannaturali.
La mostra Utagawa Kuniyoshi Bologna dedica spazio proprio a questo repertorio di guerrieri ed eroi, uomini e donne, che rappresenta una delle componenti più caratteristiche della sua produzione.
Fantasmi, mostri e creature fantastiche nella cultura giapponese
Le creature soprannaturali occupano un posto importante nell’immaginario di Kuniyoshi. Fantasmi, apparizioni, divinità e mostri si inseriscono in una tradizione narrativa nella quale il confine tra realtà e soprannaturale assume forme diverse da quelle della cultura figurativa occidentale.
Nel folklore giapponese, il termine yōkai comprende numerose entità fantastiche, mentre gli yūrei sono generalmente associati agli spiriti dei defunti. Queste categorie ricorrono nella letteratura, nelle credenze popolari e nelle rappresentazioni teatrali, offrendo agli artisti una vasta gamma di soggetti.
Kuniyoshi riusciva a combinare la paura con l’ironia. Le apparizioni potevano assumere dimensioni sproporzionate, gli animali comportarsi come esseri umani e i personaggi leggendari affrontare avversari dalle caratteristiche impossibili.
Un esempio documentato della sua produzione è il trittico del 1851 conosciuto come The Sea Bed at Daimotsu Bay, conservato al British Museum. L’opera raffigura gli spiriti dei guerrieri Taira sconfitti nella battaglia di Dan-no-ura, alcuni dei quali assumono l’aspetto di granchi mentre si preparano ad attaccare l’imbarcazione di Minamoto no Yoshitsune.
Questo lavoro testimonia la capacità dell’artista di trasformare una vicenda militare in un racconto dominato da elementi fantastici. Non risulta però documentata la sua presenza nell’esposizione bolognese.
Nella mostra Utagawa Kuniyoshi Bologna, il tema del soprannaturale costituisce uno dei principali nuclei narrativi. La scelta di affiancare fantasmi, mostri e divinità ad altri soggetti permette di cogliere quanto fossero stretti i rapporti tra immaginazione, tradizione letteraria e cultura popolare.
Il teatro kabuki, gli animali e l’ironia di Kuniyoshi
La carriera di Kuniyoshi non si esaurì nei soggetti eroici. L’artista realizzò immagini dedicate agli attori del kabuki, una forma teatrale giapponese caratterizzata da recitazione stilizzata, costumi elaborati e forte espressività gestuale.
Le stampe teatrali svolgevano anche una funzione legata alla notorietà degli interpreti. Il pubblico poteva riconoscere i propri attori preferiti e ritrovare, attraverso le immagini, personaggi e situazioni rappresentati sul palcoscenico.
Un altro tratto distintivo della produzione di Kuniyoshi è l’interesse per gli animali, soprattutto i gatti, spesso raffigurati in comportamenti e situazioni tipicamente umani. La deformazione caricaturale diventava uno strumento per osservare la società, proporre giochi visivi e costruire parodie.
Questa versatilità contribuì al successo dell’artista presso pubblici differenti. La sua produzione comprendeva anche bellezze femminili, paesaggi, poeti del passato e lottatori di sumo, soggetti che richiedevano soluzioni compositive diverse.
L’alternanza tra registri drammatici e comici spiega il significato del titolo scelto per l’esposizione di Palazzo Poggi. Fantasia, eroismo e ironia non indicano tre periodi separati dell’attività di Kuniyoshi, ma caratteristiche che attraversano gran parte della sua opera.
Date, biglietti e visite guidate al Museo di Palazzo Poggi
La mostra Utagawa Kuniyoshi Bologna si svolge nella Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi, in via Zamboni 33, nel centro storico della città.
L’esposizione è accessibile con il normale biglietto del museo, dal costo di 10 euro per l’ingresso intero e 6 euro per quello ridotto. Gli orari pubblicati dal Sistema Museale di Ateneo prevedono l’apertura dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16 e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 18. Sono previste chiusure nei lunedì non festivi, il 24 e 25 dicembre, il 1° gennaio e il 1° maggio.
L’inaugurazione inizialmente programmata per sabato 24 ottobre alle ore 16 è stata annullata a causa di una chiusura straordinaria del museo, come indicato nell’avviso pubblicato dal Sistema Museale di Ateneo.
Il calendario delle attività comprende visite guidate condotte da Alessandro Guidi, direttore del Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale. Gli appuntamenti iniziano il 31 ottobre 2026 alle ore 15.30 e proseguono in diverse date fino al marzo 2027. La partecipazione richiede una prenotazione e prevede un costo aggiuntivo di 6 euro rispetto al biglietto d’ingresso.
Per il pubblico più giovane sono inoltre programmati due laboratori didattici, il 10 gennaio e il 14 febbraio 2027, dedicati alla realizzazione di una bambola con carta tradizionale giapponese, utilizzabile come segnalibro.
L’esposizione si inserisce nell’attività di valorizzazione della raccolta di arte dell’Estremo Oriente dell’Università di Bologna. Il secondo allestimento, previsto dal 24 febbraio 2027, permetterà di esaminare un’ulteriore selezione delle opere di Kuniyoshi, ampliando la conoscenza di una produzione che attraversa quasi cinquant’anni di storia della stampa giapponese.
