Via ferrata della Marmolada

Le vie ferrate italiane più belle

In tutta Italia sono più di 500 le vie ferrate, un patrimonio di fondamentale importanza grazie a cui è possibile conoscere ed esplorare la montagna. Le prime comparvero più di un secolo fa sulle Dolomiti, ma nel corso di questi decenni si sono moltiplicate su tutto l’arco alpino.

Quali sono le vie ferrate più belle del nostro Paese?
Lo abbiamo chiesto al team di www.ferrate365.it, una risorsa indispensabile per chi ama le vie ferrate, prima ancora di proporci alcune delle destinazioni più affascinanti hanno sottolineato la necessità di usufruirne sempre del giusto equipaggiamento: i set appositi e l’imbragatura, con i dissipatori, i moschettoni e i cordini. Tutto ciò serve a fare in modo che gli eventuali strappi che si dovessero verificare in seguito a una scivolata risultino il meno possibile bruschi.
Inoltre mai dimenticare di indossare il casco, anche solo per evitare le conseguenze della caduta di una scarpa. Si possono scegliere i caschi da escursionismo o quelli da scalata, ma ciò che conta è che vengano utilizzato. Preziosi sono, inoltre, i guanti da lavoro, che permettono di non entrare a diretto contatto con la corda in metallo.

La Marmolada

La via ferrata della Marmolada non è molto impegnativa, anche se consente di arrivare fino ai 3.343 metri di Punta Penìa: proprio la quota, però, impone che si sia allenati a sufficienza, anche tenendo conto della lunghezza con cui si ha a che fare. Occorre cimentarsi in questa impresa unicamente nel caso in cui le condizioni meteo siano impeccabili, avendo l’accortezza di informarsi in anticipo se è presente o meno il ghiaccio. Il punto di partenza è la funivia di Pian dei Fiacconi, e il tempo di percorrenza si aggira attorno alle 4 ore. Se si ha in mente di scendere dalla via normale, è bene portare con sé i ramponi, oltre alla piccozza.

Mori

Si tratta di una ferrata di bassa quota che merita di essere provata anche se non raggiunge una cima: essa, infatti, si caratterizza per un itinerario alquanto difficile, superando una parete verticale in grande esposizione. Insomma, c’è bisogno di pazienza e calma, oltre a una buona dose di concentrazione e a una preparazione atletica di tutto rispetto. La via ferrata si sviluppa per 500 metri e richiede un tempo di salita di 3 ore, pur essendo alta appena 200 metri; il punto di partenza è vicino a Rovereto, in Val d’Adige.

Dolomiti di Brenta, le Bocchette

Sulle pareti del Brenta corrono le caratteristiche cenge che fanno parte del sistema di sentieri attrezzati delle Bocchette. Si percorre il gruppo a un’altezza compresa tra i 2.300 e i 2.700 metri. Le Bocchette Centrali offrono lo spettacolo più affascinante. Si parte dalla funivia del Grostè, salendo da Madonna di Campiglio, e servono due giorni di cammino: ciò vuol dire che occorre fermarsi di notte al rifugio Alimonta. Poiché il terreno è piuttosto esposto, serve una capacità di muoversi non comune.

Cima Fanis Sud, Tomaselli

Un altro itinerario che non fa sconti è quello di Tomaselli alla Cima Fanis Sud, che si fa apprezzare per la notevole esposizione e per i numerosi tratti verticali. La ferrata vanta un’altezza di 300 metri e richiede un tempo di percorrenza di 3 ore partendo dalla funivia del Lagazuoi che parte da Cortina, al Passo del Falzarego. La discesa si sviluppa lungo una via ferrata differente.

La muraglia del Sella

La via ferrata delle Mesules al Sella prevedde un dislivello di 800 metri, e di questi 500 sono di ferrata. Partendo dal Passo Sella, ci vogliono 4 ore per salire e altre 3 per scendere, rientrando attraverso la Val Lasties. Lo scenario che si presenta agli occhi è unico, grazie al panorama offerto dalla Val Gardena e dal Sassolungo.

Tabaretta

Solo chi ha una preparazione fisica al top può affrontare la via ferrata del Tabaretta, in Alto Adige, con accesso da Solda, sempre che le rocce non siano innevate: 500 metri su aperta parete. 

In Sardegna

La via ferrata più spettacolare della Sardegna è quella del Cabirol a Capo Caccia, con falesie vertiginose che sono note per la grotta di Nettuno. Va detto, tuttavia, che in alcuni punti l’attrezzatura in parete non è ottimale. I passaggi aerei in traverso sopra il mare dipendono da due cenge rocciose abbastanza esili. Partendo dal parcheggio del belvedere (isola Foradada), il tempo di percorrenza è più o meno di 4 ore.