Porto Selvaggio

Vacanze nel Salento? Ecco Porto Selvaggio

Con tante spiagge, città d’arte, siti Unesco e scorci meravigliosi, la Puglia rappresenta una meta appetitosa. Si ha l’imbarazzo della scelta nel decidere dove trascorrere le proprie vacanze. La regione Puglia è famosa in particolar modo per il territorio del Salento.

La penisola salentina è un insieme di bellissime spiagge e coste incontaminate, di città storiche e luoghi di interesse culturale.

Un’oasi naturale: Porto Selvaggio

Esempio di rara bellezza è Porto Selvaggio, un parco nazionale situato a sud della provincia di Lecce, contenuto tutto nel distretto della cittadina di Nardò.

Il Parco Regionale di Porto Selvaggio copre una superficie di ben 1100 ettari di terreno ed è fin dagli anni ‘50 oggetto di un’assidua riforestazione.

Il paesaggio è reso ancor più spettacolare delle rocce che vanno a picco sul mar Ionio. Baie nascoste nella vegetazione mediterranea, percorsi naturali immersi nella flora locale e mare limpido come un diamante rendono indimenticabile una vacanza trascorsa in questo angolo di paradiso.

Il parco è formato da ben quattro chilometri di coste, tutte protette, che si estendono lungo l’intera sua lunghezza. Il territorio costiero si trova racchiuso tra due torri d’epoca saracena: a sud c’è Torre dell’Alto, che fa da confine tra il parco e la località di Santa Caterina; mentre a nord della costa, troviamo Torre Uluzzo.

Dove soggiornare a Porto Selvaggio

La zona circostante Porto Selvaggio è il luogo ideale per coloro che desiderano trascorrere vacanze a contatto con la natura, nel pieno rispetto della stessa.

Tuttavia, anche chi ama vivere una vacanza in pieno relax in strutture dotate di tutti i comfort, è possibile trovare la soluzione che soddisfa questa esigenza: il Porto Selvaggio Resort, permette di avere la soluzione sia residence, che resort con piscina, SPA e altri servizi.

La Baia di Uluzzo

Da quest’ultima prende nome l’omonima Baia di Uluzzo, formata per la maggior parte da grotte, le cui rocce sono di origine calcarea. La zona è soggetta al fenomeno del carsismo: l’acqua piovana provoca una reazione chimica a contatto con le rocce calcaree, ne deriva che i minerali presenti si sciolgono e si formano delle fessure.

L’acqua, successivamente, si infiltra in queste fessure dando vita a piccoli fiumi e ruscelli sotterranei, talvolta creando delle cascate. La grotta più nota e oggetto di frequenti visite da parte dei turisti, è la Grotta del Cavallo. In essa sono ben visibili i cambiamenti attuati dal fenomeno carsico. Al suo interno la formazione di stalagmiti e stalattiti è folta e si può ammirare una piccola cascata che termina in un piccolo laghetto.

La grotta è raggiungibile a piedi, attraverso sentieri appositi e tenuti sotto controllo assiduamente; è possibile parcheggiare l’auto all’ingresso del parco, quindi molto prima di arrivare a destinazione.

Il territorio è l’ideale per gli appassionati di escursioni ed esplorazione diretta, dato la difficoltà media del percorso parecchio ripido. La Baia di Uluzzo non è solo un luogo d’escursione, ma anche d’impatto archeologico, difatti proprio in questa zona sono state scoperte dai ricercatori tracce di insediamenti umani che risalgono all’età all’uomo di Neanderthal. E proprio qui, vale la pena fare un salto a Serra Cicora, una necropoli che ha donato all’uomo tantissimi reperti risalenti al neolitico.

La spiaggia principale del Parco di Porto Selvaggio è raggiungibile andando verso Torre dell’Alto, a circa 900 m sul livello del mare, per poi imboccare un sentiero che si trova a Villa Tafuri, un’antica villa signorile abitata da nobili nei secoli scorsi, in cui è possibile ammirare la bellezza dell’arte di quel periodo.

Raggiungere la spiaggia a piedi può rivelarsi difficoltoso, ma il tutto è ripagato dalla maestosità del paesaggio in cui si è immersi, con un mare cristallino a fare da sfondo ad una spiaggia di sassi completamente libera. Sul litorale si trova un unico bar, per cui il tutto è molto rilassante.

Palude del Capitano

Oltre alle spiagge, Porto Selvaggio è formato da una pineta, in cui la vegetazione tipica è quella della macchia mediterranea, e una palude. Quest’ultima è chiamata Palude del Capitano e ospita flora e fauna rare, dalle particolari caratteristiche. La palude è percorribile tramite una strada non lastricata, e per questo necessita di opportune calzature per percorrerla. Inoltre, il sentiero in occasione di alta marea o di forti piogge diventa impraticabile, poiché sparisce del tutto, sommerso dall’acqua.

Il luogo è oggetto di leggende e miti, favole magiche che rendono la zona affascinante, legate alla presenza di un’abitazione che si dice sia stata costruita da un marinaio. La particolarità più grande è che in questo posto si l’acqua dolce si incontra con l’acqua marina, dando vita alla Terra d’Arneo.