Castel Sant’Angelo, il Mausoleo di Adriano

Tra i tanti affascinanti monumenti di Roma ce n’è uno che forse passa in secondo piano rispetto ad altri ma che in realtà ha una capacità attrattiva eccezionale.
Stiamo parlando di Castel Sant’Angelo, ai tanti noto come Mausoleo di Adriano, che svetta a pochissima distanza dal Vaticano, ad esso collegato attraverso il corridoio fortificato ribattezzato ‘passetto’. Nel corso della sua storia, in particolar modo nel periodo medievale e rinascimentale, Castel Sant’Angelo ha subito numerosissimi interventi che lo hanno via via modificato sempre più.

La storia del Castellum

L’opera di costruzione di Castel Sant’Angelo ebbe inizio nel 125 per volere dell’imperatore Adriano che lo volle come suo mausoleo funebre ma fu ultimato sono nel 139 per mano di Antonino Pio. Esso inizialmente era composto da una base cubica avente un fregio decorativo ove era possibile leggere i nomi degli imperatori che vi erano stati sepolti al suo interno.

Di resti effettivamente ce ne erano parecchi ed erano quelli dell’imperatore Adriano e della moglie Sabina, dell’imperatore Antonino Pio, della moglie dello stesso e i tre figli. In un secondo momento vennero aggiunti anche i resti di Marco Aurelio con annessi figli, di Settimio Severo e moglie e degli imperatori Geta e Caracalla.

Il nome del mausoleo, ovvero Castel Sant’Angelo, venne coniato solo nel 590 quando una grave pestilenza che colpì la Capitale fu ‘sconfitta’ grazie all’annuncio dell’arcangelo Michele che si materializzò dinanzi gli occhi di papa Gregorio I. Ed effettivamente, da quel momento, l’epidemia scemò progressivamente tanto da sparire.

I numerosi interventi di restauro

A partire dal 403 il mausoleo venne incluso tra le Mura aureliane ed è proprio in quel momento che prese l’etichetta di Castellum, ovvero castello.
Nel corso dei secoli lo stesso edificio subì numerose modifiche strutturali perché gli eventi del tempo ne mutarono completamente i connotati.
Nel 1367 le chiavi dell’edificio furono date a papa Urbano V ma 22 anni dopo il Castello venne raso nuovamente al suolo dalla popolazione romana inferocita contro Urbano V stesso. Da qui in avanti ancora modifiche e interventi fino a renderlo lo splendore che è quest’oggi.
Sintetizzata in poche parole la storia non rende omaggio alla grandezza totale del monumento stesso. Il nostro consiglio, spassionato, è quello di andare a visitare Roma e le sue bellezze ponendo l’accento su questo edificio dalla bellezza tanto rara quanto maestosa. Se non sai dove alloggiare clicca qui per conoscere un posto bello, accogliente ma soprattutto centrale per dare inizio ad un’esperienza indimenticabile.